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Breve storia della Sezione Provinciale di Trento dell'Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS |
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L’Unione Italiana Ciechi venne fondata il 26 ottobre 1920 dall’illustre trentino Aurelio Nicolodi che con un gruppo di ciechi di guerra nei primi anni di attività impegna ogni energia per affrancare i non vedenti dalla miseria e dall’emarginazione. Da subito l'Unione Italiana Ciechi si è diffusa a livello nazionale, creando delle sezioni periferiche che coprivano il territorio di due, tre regioni. Sin dalla sua fondazione l'Unione Italiana Ciechi si è fortemente impegnata nel promuovere l'istruzione dei non vedenti negli istituti e per avviare progetti lavorativi, come la creazione nel 1934, a Firenze, del laboratorio nazionale per ciechi, al cui interno, accanto a pochi normovisivi, lavoravano un certo numero di non vedenti. Inoltre, sull'esempio di Augusto Romagnoli, padre della didattica per non vedenti, un numero sempre crescente di ciechi si inseriva come professori od insegnanti di musica nella scuola pubblica, o nelle scuole speciali realizzate negli istituti per ciechi, soprattutto in seguito alla legge 26/10/1952 n. 1463 che obbligava gli studenti privi della vista a frequentare la scuola dell'obbligo presso queste strutture. Conclusa la seconda guerra mondiale uno sparuto gruppetto di ciechi trentini, nel breve spazio di un quinquennio, creò le condizioni per l'apertura della Sezione Provinciale di Trento dell'Unione Italiana Ciechi. La prima assemblea dei non vedenti iscritti alla Sezione di Trento dell'Unione Italiana Ciechi è stata convocata nel 1950. Da questa riunione uscì il primo Consiglio Direttivo della Sezione eletto dagli associati riuniti in assemblea. L'azione dei dirigenti della locale Sezione nei primi anni ha seguito due linee fondamentali: A) fungere da punto di riferimento per tutti i ciechi presenti sul territorio provinciale, per avvicinarli alla locale sezione, ma soprattutto per favorire negli stessi l'acquisizione dell’autocoscienza dei propri diritti e delle potenzialità di ognuno; B) Indirizzare i giovani non vedenti alla frequenza delle scuole negli istituti per ciechi, consentendo loro di avere adeguata educazione. Con l'approvazione della Legge 14 luglio 1957 n. 594 che disponeva l'assunzione obbligatoria dei centralinisti telefonici ciechi, anche la Sezione Provinciale di Trento dell'Unione Italiana Ciechi si è impegnata per avviare gli associati alla frequenza dei corsi di formazione professionale e, quindi, per collocarli al lavoro. Considerati gli spazi ridotti, nel 1959 il Consiglio Direttivo ha deliberato il trasferimento della sede da Via Belenzani in Via Cesare Abba. Un importante risultato è stato ottenuto con l'approvazione della Legge Regionale 25/08/1962 n. 14 che concedeva a tutti i ciechi del Trentino Alto Adige un assegno integrativo al solo titolo della minorazione. Questa disposizione assume particolare importanza in quanto per la prima volta, grazie all'autonomia, la Regione Trentino Alto Adige dimostrava concretamente di porre particolare attenzione ai problemi dei non vedenti, intervenendo ad integrazione delle provvidenze economiche concesse dallo Stato. Nel 1971 il Parlamento ha approvato la legge n. 403/71 con cui si disponeva l'assunzione obbligatoria dei massofisioterapisti ciechi. I corsi, triennali, frequentati anche da non vedenti residenti in Provincia di Trento, hanno consentito agli stessi di essere assunti presso gli ospedali sparsi sul territorio. Nel 1973 la legge regionale di concessione dell'assegno integrativo è stata recepita dalla Provincia Autonoma di Trento con legge provinciale n. 4/73. Nel frattempo l'Unione Italiana Ciechi dibatteva al suo interno lo spinoso problema se fosse più utile mantenere l'attuale natura, o, come molti dirigenti ritenevano, essere trasformata in ente morale di diritto privato. Con il D.P.R. 23 dicembre 1978 l'Unione Italiana Ciechi è stata trasformata in ente morale di diritto privato. Nel frattempo già alla fine degli anni sessanta, ma ancor più all'inizio del decennio successivo gli istituti per Ciechi vivevano la crisi del sessantotto, con conseguente svuotamento progressivo delle scuole speciali dagli stessi gestite. In seguito all'approvazione delle leggi statali n. 360/76 e 517/77 venne riconosciuto a tutti gli studenti affetti da handicap il diritto di frequentare le scuole pubbliche, evitando così l'allontanamento dalle famiglie per essere accolti negli istituti. Anche la sezione provinciale dell'Unione Italiana Ciechi da quella data ha impegnato risorse rilevanti per agevolare l'integrazione scolastica degli studenti minorati visivi presenti sul territorio provinciale. Con l'inizio degli anni ottanta i dirigenti dell'associazione, oltre ad impegnarsi per le attività realizzate in precedenza, hanno dedicato molte energie per entrare nelle scuole sia come consulenti degli insegnanti impegnati con studenti ciechi, sia per far conoscere più da vicino alle scolaresche il non vedente in tutte le sue problematiche e potenzialità. Particolarmente, a partire dal 1991 sono stati organizzati corsi di aggiornamenti per gli insegnanti, oltre a corsi specifici di braille (metodo di scrittura e lettura utilizzato dai ciechi). Nell'aprile del 1996 la Sezione Provinciale di Trento dell'Unione Italiana Ciechi ha creato la sezione provinciale dell'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.RI.FO.R.) un istituto di diretta emanazione dell'Unione Italiana Ciechi che ha il compito di realizzare progetti finalizzati alla formazione dei ciechi o degli operatori chiamati ad interagire con gli stessi. In seguito all'approvazione del dlg. n. 460/97 l'Unione Italiana Ciechi è divenuta O.N.L.U.S (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), quale giusto riconoscimento dell'opera svolta negli anni. Dal 2005 l’Associazione è ufficialmente divenuta “Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti”, per tutelare e far sentire parte integrante di questa “famiglia” i numerosi ipovedenti italiani. |